photo credit: Emanuele Molinari

Senatore della Repubblica, membro della XI Commissione permanente (Lavoro e Previdenza).

Professore ordinario di Economia Politica all'Università Bocconi.

Research Fellow a CEPRIZA, Baffi CarefinIGIER.

Ecco il mio Curriculum Vitae in Inglese e in Italiano

Qui trovate le mie citazioni su Google Scholar e i miei lavori su IDEAS-RePEc.

Se avete 3:23 minuti liberi, vi suggerisco di dedicarli a Tom Waits. Se avete più tempo potreste passarlo con Joshua Ferris o Alexis de Tocqueville.


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Per chi ancora crede nella politica come battaglia ideale, la cosa che più stupisce è che il Pd tutti questi argomenti li ha detti con forza (e anche con un pizzico di arroganza) quando ha dovuto motivare il suo No al taglio (per tre volte) in Parlamento. Salvo poi spiegarci con la stessa forza (e sempre con un pizzico di arroganza) che si poteva votare Sì in quarta lettura, ma solo perché sarebbero arrivati dei correttivi istituzionali. Adesso che di quei correttivi non si vede neanche l’ombra, pare che il Pd si prepari con la stessa forza a dirci che voterà Sì in ogni caso. Speriamo che, in questa ultima giravolta, ci sia almeno risparmiata l’arroganza.

Il Movimento 5 Stelle, nella sostanza, è un partito di destra, con qualche riverniciatura della peggiore sinistra massimalista, quella che antepone la purezza ideologica alla vita delle persone, l’assistenzialismo alla dignità del lavoro, il moralismo all’etica delle responsabilità, il giustizialismo al garantismo. È di destra perché il populismo e il trasformismo sono da sempre nemici del progresso, la cifra della sinistra. 




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