QN - Quotidiano nazionale

Falsità strumentali sulle cattedre Natta

Tommaso Nannicini
Democrazia/#istruzione#ricerca

Il commento di Sofia Ventura sulle cattedre Natta (QN, 27/10) è da guinness dei primati per la concentrazione di strumentalizzazioni in un pezzo così corto.

Numero uno: il governo calpesta il principio dell’autonomia universitaria. Falso. Non c’è nessun commissariamento. Le Natta sono chiamate dirette: ogni ateneo deciderà se e chi chiamare in piena autonomia.

Due: lascia stupefatti “l’incultura istituzionale del sottosegretario Nannicini”, reo di aver detto che conta la sostanza e non gli atti amministrativi. La citazione è fuori contesto. Gli atti contano, ma in questo caso si tratta di una procedura sperimentale. Per scegliere i presidenti esterni delle commissioni Natta non esistono regole standard. Il Ministro Giannini proporrà nomi di fama internazionale, facendosi aiutare dai rappresentanti della scienza italiana, come Crui, Cnr, Cun, Lincei e altri. Poi sarà la politica ad assumersi la responsabilità sulla qualità di scienziati che dovranno allocare fondi pagati dai contribuenti. Anche i vertici della NSF (la maggiore agenzia statunitense che gestisce i finanziamenti alla ricerca) sono di nomina politica. Lo stesso vale per le Canadian Chairs e l’Icrea catalana, che offrono con successo cattedre per attrarre cervelli dall’estero. Sono questi i casi di successo a cui il governo si è ispirato.

Tre: le risorse non sono nuove ma “attinte dal Fondo di Finanziamento Ordinario”. Falso. Le risorse sono state stanziate ex novo dalla scorsa Stabilità (sono gli eventuali residui a confluire nel fondo ordinario, rafforzandolo, perché non vadano persi). Peraltro, questo programma sperimentale parte a ridosso di una legge di bilancio che stanzia 350 milioni per l’università. Ci saranno nuovi fondi individuali per la ricerca e un forte rifinanziamento del fondo ordinario su base premiale.

Quattro: i settori ERC nascono per finanziare la ricerca, non per il reclutamento. Anche qui la critica è fuori contesto. Non stiamo parlando di un reclutamento parallelo, ma di premi alla ricerca (sotto forma di stipendi più alti). E gli stranieri o gli italiani all’estero conoscono meglio i settori ERC che le nostre aree concorsuali.

Cinque: la ripartizione dei posti favorisce linguistica e glottologia. Falso. La ripartizione dei vincitori ricalcherà la percentuale di borse ERC assegnate negli ultimi bandi europei del 2014 e 2015.

Il record è pronto per essere certificato. Nel frattempo, chi vuole solo conservare lo status quo ringrazia.